Il saluto del “vescovo volante” alla comunità cristiana delle Salomone

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Monsignor capelli ha concluso il suo episcopato nell’agosto scorso, consegnando la diocesi a monsignor Peter Houhou, originario delle Solomons. Il missionario salesiano è conosciuto anche come “il vescovo volante” perché era solito visitare la gente della sua diocesi spostandosi con un piccolo aereo ultraleggero che pilotava egli stesso.  

Qual è il più importante messaggio che posso lasciarvi dopo questi 24 anni nelle Isole Salomone, di cui 16 anni nella diocesi di Gizo?

Sono venuto a Gizo subito dopo il terremoto e lo tsunami del 2007 e ho potuto notare la distruzione che avete subito.

Ho visto la tristezza nei vostri occhi per essere state vittime di una catastrofe così grande.

È stato facile per me cercare un motto per il mio episcopato.

Vedevo la mia missione come quella di incoraggiarvi, ispirarvi, sostenendovi nelle vostre sofferenze.

“In alto i vostri cuori”. Questa era l’unica cosa che potevo fare: invitarvi a tenere in alto i vostri cuori.

Solo così avreste gestito la vostra tristezza per questa drammatica situazione e avreste vissuto in un modo migliore: ciò sarebbe stata una grande gioia per me e per la mia missione di vostro pastore.

Nessuno può aiutare le persone ad elevare il loro cuore se lui/lei stesso/a è demoralizzato.

I fedeli della diocesi di Gizo avevano bisogno di vivere questa missione così specifica e importante, prima individualmente e poi insieme, a livello comunitario.

Per sollevare il cuore degli altri abbiamo bisogno di “coraggio” ed “entusiasmo” nella propria vita.

La parola “coraggio” deriva dalla parola latina “cor”, cuore, centro della passione per la vita, e la parola “entusiasmo” deriva dal greco “en Theos” (con Dio) ed è la forza motivante della grazia che sostiene tutta l’azione pastorale.

L’assunzione di Maria al cielo è un perfetto esempio di coraggio ed entusiasmo.

Maria ha messo da parte i suoi progetti personali e ha detto “sì” al sogno di Dio per l’umanità, che ha comportato il suo coraggio nel difendere quel “sì” ai piedi della croce.

Per questo motivo è stata premiata con la sua assunzione al cielo.

L’altro mio modello è stato don Bosco, il santo che mi ha ispirato a dire il mio “sì” al piano di Dio per me “fino al mio ultimo respiro” (parole sue).

Con questa passione nel cuore, con la motivazione della grazia di Dio, ho cercato di fare della mia vita un dono per voi.

Ho visto il vostro dolore, mi sono seduto, ho pianificato e sognato con voi, abbiamo lavorato insieme con la passione sostenuta dalla grazia di Dio nel costruire il Suo regno nei nostri cuori, cercando di essere un modello per i nostri giovani.

Questa comunione di passione e motivazioni ci ha permesso di mettere insieme alcuni importanti progetti per l’educazione, l’evangelizzazione e l’assistenza sanitaria per la nostra gente.

Mentre concludo il mio impegno e consegno la diocesi ad un giovane di Guadalcanal, mi permetto di invitarvi a dargli lo stesso sostegno che avete dato a me.

Possano i nostri benefattori e volontari continuare a camminare con noi.

Il buon Dio per mezzo di Sua Madre e di san Giovanni Bosco continui a darci coraggio ed entusiasmo e a mantenerci uniti per dare la priorità al Suo regno.

Tutto il resto (compresi edifici e programmi) sono solo logistica e tecnologia.