Terra Santa e Gaza/ Frà Tondelli: “non ci sarà pace senza giustizia”

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«Non c’è un altro modo per uscire da questo conflitto infinito in Terra Santa se non quello di gettare ponti: le spirali di violenza non si interrompono con altra violenza. Mai!».

A parlare con noi è frà Stefano Tondelli, commissario di Terra Santa per l’Umbria, di ritorno da una delle sue frequenti missioni a Gerusalemme.

«Io credo che l’atteggiamento più saggio e la postura più corretta da tenere nei riguardi della Terra Santa siano quelli di contrastare gli atti di ingiustizia da qualsiasi parte essi arrivino».

Frà Stefano ci invita a guardare agli eventi mediorientali degli ultimi 30 anni, mettendoli in fila uno per uno, e a non interpretare i torti e le ragioni a partire dal fatidico 7 ottobre.

«Quando sono falliti gli accordi di Oslo (erano stati conclusi il 20 agosto del 1993 ndr.) che portarono all’istituzione dell’Autorità Nazionale Palestinese con il compito di governare sebbene in modo limitato i Territori, si è creduto sempre meno alla possibilità della pace», dice.

Inoltre «negli ultimi quindici anni – fa notare il frate – la destra israeliana ultra-nazionalista è cresciuta in modo esponenziale e questo ha significato non dare alcuna concessione territoriale agli arabi. Anzi. Rosicchiare anche quel poco che c’era».

Ma è soprattutto in questo momento che la Comunità internazionale ha una responsabilità enorme: l’obbligo di intervenire in modo risoluto.

(L’intervista per intero è contenuta nel dossier sul conflitto in Terra Santa in lavorazione per il numero di dicembre di Popoli e Missione)