Popoli e Missione di novembre: fuori dal conflitto in Congo, Mozambico e Venezuela

Il numero in uscita si chiede come poter sfuggire al contagio della guerra facendo sempre riferimento alla missione

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Ci sono Paesi a rischio che vivono da tempo situazioni di precarietà e conflitti.

Sono micce accese che potrebbero far scoppiare deflagrazioni, trascinando con sé intere regioni del globo.

Al tema “Sfuggire al contagio della guerra” sono dedicati il dossier e la copertina del numero di novembre di Popoli e Missione, che approfondisce l’argomento soprattutto attraverso la testimonianza dei missionari e delle missionarie alle frontiere.

Tra loro don Giovanni Piumatti fidei donum da poco rientrato dal Congo, che analizza la delicata situazione della RdC con il vicino Ruanda;

o come i Salesiani del Bosco Children che raccontano la precarietà e le speranze di chi vive ad Addis Abeba; o come la fidei donum Maddalena Boschetti che racconta la violenza delle gang ad Haiti, dove è stata uccisa pochi mesi fa suor Luisa dell’Orto.

L’accentuazione dei contrasti internazionali, fino all’uso della guerra, impone una profonda riflessione sul palese fallimento della globalizzazione così come impostata da decenni.

Il festival della Missione da poco concluso a Milano ci ha dato la consapevolezza di scoprire che anche in Italia siamo «terra di missione» e che, come scrive nell’editoriale il direttore Gianni Borsa «in epoca di bellicismo diffuso, di nazionalismi egoisti, di liberismo imperante, il mondo missionario è segno tangibile della volontà di superare le frontiere, scoprendo nei più fragili le prime persone cui dedicarsi, le famiglie da tutelare, il lavoro da promuovere, l’istruzione su cui investire».

Nella rubrica “Scatti dal mondo” una carrellata di foto dei testimoni del Festival, chiamati ad unirsi al “popolo della missione” in una serie di indimenticabili eventi, dibattiti e momenti collettivi.

Dal cardinale Matteo Zuppi, presidente della Cei, a monsignor Satriano, arcivescovo di Bari e presidente della Fondazione Missio, da Zakia Seddiki, moglie dell’ambasciatore Luca Attanasio, alla giurista Marta Cartabia, da suor Beatrice Mavu, birmana, a padre Alex Zanotelli, comboniano.

Da padre Pierluigi Maccalli a don Giuseppe Pizzoli, direttore di Missio (che insieme alla CIMI e all’arcidiocesi di Milano ha promosso e organizzato il grande evento milanese).

La profezia di due grandi missionari ci ricorda la realtà dei migranti e della mobilità umana: Giovanni Battista Scalabrini appena proclamato santo, ha lasciato il testimone alla Famiglia Scalabriniana, con 630 religiosi in 34 Paesi del mondo; e padre Giuseppe Ambrosoli, proclamato beato in Uganda presso l’ospedale di Kalongo da lui fondato e gestito per decenni.

In attualità, un aggiornamento sulla situazione a Cabo Delgado ci porta in Mozambico dove il business del gas ha destabilizzato l’intera provincia del Nord, rendendo sempre più precaria e insicura la vita degli abitanti.

Un reportage dall’America Latina entra nel vivo dell’esodo di impoveriti che da anni sta svuotando il Venezuela, con dati che denunciano che la crisi del Paese ha assunto proporzioni più gravi di quelle in Siria e in Ucraina.