Venezuela: l’esodio di 6,81 mln di persone ridotte alla fame

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Continua da anni l’esodo di milioni di persone dal Venezuela abbandonato a sé stesso in una crisi economica e sociale senza precedenti. Molti di coloro che partono sanno che il loro viaggio sarà senza ritorno.

Stando all’ultimo rapporto delle Nazioni Unite il numero dei rifugiati venezuelani nel mondo supera i 6,81 milioni di persone.

La crisi venezuelana appare dunque più grave persino di quella siriana. La maggior parte di questi migranti, 5,75 milioni di persone, sono scappati in altri Paesi dell’America Latina: la sola Colombia ne ospita 2,48 milioni.

Seguono il Perù con 1,22 milioni, l’Ecuador (502mila), il Cile (448mila) e il Brasile (358mila).

Si tratta di un drastico aumento rispetto ai dati dell’ultimo rapporto Onu di inizio luglio, che dava conto di 6,1 milioni di venezuelani fuggiti dal loro Paese.

Con questo aggiornamento, la crisi dei rifugiati venezuelani supera di 10mila unità persino quella ucraina, dove però è stata l’invasione russa in corso a spingere sinora 6,8 milioni di persone a lasciare il Paese.

“Le Nazioni Unite hanno confermato che il numero di sfollati venezuelani ha superato i 6,8 milioni di persone, diventando oggi con l’Ucraina la più grande crisi mondiale di rifugiati e migranti, superando la Siria per la prima volta in assoluto”, ha affermato Rachel Schmidtke, di Refugees International per l’America Latina.

Aggiungendo, però, che la risposta della comunità internazionale è stata molto diversa nel caso di Caracas e di Kiev.

“Quest’anno, i donatori hanno finanziato solo il 13% del piano di risposta umanitaria per i venezuelani, mentre l’Ucraina ha ricevuto quasi cinque volte l’importo del sostegno richiesto”, ha dichiarato la Schmidtke alla Cnn.

L’esodo venezuelano è stato aggravato dalle sanzioni statunitensi introdotte da Trump, ma era già iniziato poco dopo la morte di Chávez, quando il disastro economico, l’inflazione alle stelle e i salari bassissimi cominciarono a rendere impossibile per un numero sempre maggiore di venezuelani la permanenza nel loro Paese.

Questa emigrazione di massa si è mitigata solo durante la pandemia, che ha ridotto le opportunità in tutta l’America latina e complicato i viaggi dei migranti ma, nell’ultimo anno, è riesplosa con ancora maggior vigore.

Oltre ai Paesi dell’America latina citati, molti tentano l’avventura statunitense.

Solo lo scorso agosto, la pattuglia di frontiera Usa ha arrestato 25mila e 349 venezuelani che tentavano di entrare senza documenti dal confine Sud, un aumento del 600% rispetto a un anno fa.

In tanti, per arrivare in Messico attraversano il Darien Gap, una fitta foresta pluviale montagnosa e paludosa di 25mila chilometri quadrati tra Colombia e Panama, dove sono già morti in centinaia.

Quello venezuelano, oramai ignorato dal mondo, rimane un dramma irrisolto come sottolinea anche Eduardo Stein, Rappresentante speciale congiunto dell’Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati.

“Entro la fine di quest’anno – dice – i rifugiati venezuelani potrebbero salire addirittura a 8,9 milioni”.