India: record 287mila morti, a rischio vaccini indiani per Covax

I decessi aumentano e slitta ad ottobre la distribuzione di vaccini made in India per l'iniziativa globale di redistribuzione.

Facebooktwitterlinkedinmail

In India la pandemia continua a colpire con virulenza sempre crescente e i morti pe il Covid sono oramai più di 287mila in tutto il subcontinente. Ieri in un solo giorno sono decedute 4529 persone, un triste record mai raggiunto da nessun altro Paese.

La Johns Hopkins University che monitora assiduamente e con capillarità i casi di Coronavirus in tutto il mondo, mostra le mappe dell’India dove oramai non esiste quasi più zona che non sia marcata pesantemente dalle classiche ‘bolle rosse’ del contagio.  

Da notare, sempre sul portale dell’Università americana, che comunque gli Stati Uniti sono ancora al primo posto tra i Paesi più contagiati con 33 milioni e 26mila infetti e quasi 588mila morti, sebbene i nuovi casi siano in netto calo.

Segue al secondo posto l’India con un totale di 25 milioni e 772mila infetti e terzo il Brasile con 15 milioni e 812mila di infetti e quasi 442mila morti. In Europa il primato del virus spetta alla Francia che ad oggi conta 108mila e 142 morti. 

Ma il dramma indiano avrà pesanti ripercussioni anche sul resto del mondo, perchè, come scrive la Reuters, sarà quasi impossibile per l’India esportare le dosi di vaccino previste dal meccanismo di redistribuzione di Covax, almeno fino ad ottobre prossimo. “L’India deve prima proteggere completamente i propri cittadini”, ha dichiarato una fonte interna a Gavi, delle Nazioni Unite.

Covax è una iniziativa mondiale per portare i vaccini nei Paesi economicamente fragili, dove è impossibile tenere a freno la pandemia ma soprattutto sviluppare sistemi autonomi di produzione dei vaccini, a fronte dei brevetti che ancora esistono sul copyright.

Dopo averne donate o vendute 66 milioni di dosi, il mese scorso l’India ha dovuto bloccare la distribuzione esterna dei vaccini.

L’incremento di casi fa sì che il subcontinente non possa partecipare come previsto alla corsa collettiva per la distribuzione dei vaccini autoprodotti. Si tratta di un ritardo più lungo di quanto si prevedesse che “rischia di peggiorare la carenza di scorte messe in conto dall’iniziativa globale del Covax”.

(Foto wikipedia)