Cabo Delgado: con gli sfollati interni di Balama, la missione delle comboniane

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Cabo Delgado, a nord del Mozambico, è una regione ancora destabilizzata e in bilico, stretta tra le violenze del gruppo armato affiliato ad Al Shabab e dell’esercito governativo.

Il rischio di attacchi terroristici è elevatissimo, tanto che la popolazione fuggita dai villaggi sulla costa, rimane ancora accampata in diversi campi profughi, tra i quali quelli del distretto di Balama. 

Altrettanto elevato è il pericolo di attacchi da parte dell’esercito.

E’ proprio a Balama che operano cinque missionarie comboniane, tra le quali suor Anna Insogna che ci parla dalla regione di Cabo Delgado. 

«C’è da dire che a Balama siamo un po’ più al riparo rispetto ai distretti del Nord, sebbene siamo sempre dentro Cabo Delgado – ci racconta – Il nostro compito è quello di assistere gli sfollati interni perchè il governo dà pochissimi fondi e aiuti, ma noi grazie alle offerte riusciamo a ricavare qualcosa per loro».

Suor Anna dice che le comboniane di Balama visitano periodicamente i tre campi rifugiati: «li aiutiamo, ma è davvero una piccola goccia nel mare».

L’informazione mainstream prende in considerazione solo marginalmente la gravità degli attacchi terroristici che di fatto non si sono mai fermati in oltre 5 anni.

Il bollettino ‘Cabo Ligado’, Osservatorio permanente sul conflitto in Mozambico, nel periodo 2-15 ottobre, conferma che dopo gli attacchi di settembre i ‘ribelli’ (insurgentes in portoghese) sono stati avvistati vicino Chai, nel distretto di Macomia.

Qui «i terroristi hanno decapitato due uomini, gli ‘insurgents’ (ribelli) vestivano con uniformi militari e si stavano spostando ad Est, verso Nova Zambezia», si legge.

Le popolazioni locali sotto choc, sono terrorizzate ed impossibilitate a condurre una vita normale.

Settemila persone nel solo mese di ottobre si sono unite agli sfollati interni, fuggendo dalle incursioni dei gruppi armati.

Le milizie di stampo islamista continuano a terrorizzare il popolo, sia per accaparrarsi le terra che per un posizionamento di potere rispetto al governo, in quest’area molto ricca di materie prime, soprattutto gas e petrolio ma anche rubini.

La stessa area nella quale, lo ricordiamo, sono presenti da anni le multinazionali europee del gas e petrolio, come la Total francese e l’italiana Eni.

Per chi vive qui l’estrazione del gas non significa maggiore ricchezza. Tutt’altro. I proventi del gas vanno altrove.

«Resta davvero poco con cui sfamarsi per gli abitanti dei piccoli villaggi rurali», raccontano i nostri missionari.

Il “nuovo dramma” mozambicano (dopo 16 anni di guerra civile terminata con l’accordo di pace del 4 ottobre 1992) è un terrorismo che dal 2017 ha fiutato la ricchezza nascosta nelle acque profonde dell’Oceano. E contenuta sotto terra.

Suor Anna ci racconta che la vita quotidiana degli abitanti di Cabo Delgado è molto precaria, «coloro che tornano nei distretti al Nord, soprattutto a Mocimboa da Praia, vivono male e con la paura».

A Mocímboa da Praia i gruppi armati non governativi hanno attaccato Naquitengue il 14 settembre scorso, e il 26 settembre sono entrati a Narere, costringendo la gente a lasciare la loro casa, a dirlo sono i numerosi report delle Nazioni unite.

Di recente si sono tenute in Mozambico le elezioni comunali e la vittoria, contestata da tutti, è andata ufficialmente alla Frelimo, il partito del capo dello Stato Filipe Nyusi.

L’unico missionario presente nella sede di Palma è un padre cappuccino che non abbandona la sede del distretto sempre a rischio terrorismo.

Nel  frattempo  a Roma domani si parlerà di Mozambico, del Piano Mattei per l’Africa e di giustizia ambientale, grazie alla presenza di due esponenti della Chiesa locale e dell’attivismo mozambicano. (qui l’invito)

Interverranno in presenza, presso la sala stampa estera di via dell’Umiltà 83, Antonio Muagerene, responsabile dei programmi della Caritas arcidiocesana di Nampula e rappresentante della Conferenza Episcopale del Mozambico, e Daniel Ribeiro, attivista
mozambicano e membro di Justiça Ambiental JA! / Friends of the Earth Mozambique.

Entrambi descriveranno l’impatto dell’estrattivismo (gas e petrolio) sul territorio e sulla popolazione della provincia Cabo Delgrado.