Natale in Zambia: tra debiti, Covid e speranze di rinascita

Il racconto di padre Antonio Guarino, comboniano: "preghiamo affinchè il Paese abbia un condono del debito"

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In Zambia il periodo dell’Avvento è vissuto con speranza e attesa di un nuovo inizio. Il Natale porta con sè soprattutto la luce della rinascita, ma non è per nulla facile sperare in un futuro diverso per un Paese pesantemente colpito dalla crisi economica ed in recente default finanziario.

Il Covid ha colpito anche qui, con oltre 18mila casi di positivi, ma soprattutto ha accelerato la crisi economica.

E’ uno dei primi africani ad essere andato in tilt durante la pandemia: oggi, come sospeso in un limbo, lo Zambia attende le elezioni politiche di agosto, ed è alle prese con la perenne mancanza di occupazione.

A parlarcene è un missionario comboniano che vive e opera nella capitale, Lusaka: padre Antonio Guarino.

«La gente è molto povera qui, continua a soffrire moltissimo, soprattutto dopo che il Paese di nuovo indebitato (anche con la Cina) ha dichiarato default. Eppure il debito era stato cancellato nel 2005, ma velocemente si riaccumula anche per gravi responsabilità dei governanti», spiega padre Antonio.

«Solo se il debito fosse condonato, allora sì… Dovrebbero essere i potenti della terra a smettere di sfruttare l’Africa!».

La stampa estera parla di “debt tsunami” e spiega che già prima della pandemia doveva 1,7 mld di dollari di servizio sul debito. La povertà nello Zambia è disarmante: ma questo è anche uno dei Paesi con il più alto potenziale di sviluppo economico ed umano; relativamente tranquillo, privo di conflitti incombenti, potrebbe godere delle sue enormi ricchezze paesaggistiche e minerarie.

«Era un buon produttore di rame – dice il missionario – ma le fluttuazioni del mercato hanno portato ad un abbassamento dei prezzi, così è difficile venderlo sulle piazza internazionale. Adesso il prezzo del rame è crollato e quindi non se ne ricava molto. La moneta locale ha perso il 30/40% del valore rispetto al dollaro ed il debito arriva a 12 miliardi di dollari: si è accumulato anche perchè… purtroppo la lotta per diventare presidenti è quella finalizzata ad accumulare soldi per se stessi». 

Una delle maggiori miniere del paese, la Konkola Copper Mines, a maggioranza di proprietà statale, sta per essere “svenduta” a Paesi terzi e l’indiana Vedanta ha ingaggiato una lotta con lo Stato per impedirne la vendita. Ma lo Zambia è anche un Paese rurale che possiede uno dei parchi naturali più grandi e incontaminati d’Africa.

«Ho vissuto alcuni mesi in foresta, lasciando Lusaka. Lì è un altro mondo! – racconta – Nelle zone profondamente rurali non c’è idea nè del Covid, nè di cosa accade fuori. Nella zona ad est dello Zambia, a Chipata, c’è un piccolo aeroporto vicino ad un grande parco naturale, è un posto dove ancora sono in libertà animali selvaggi, leoni ed elefanti».

Per via della pandemia però anche il turismo è fermo: si attende la fine della crisi sanitaria e la riapertura delle attività e delle strutture legate al turismo. 

padre Guarino con due suore della missione.

Questo Natale dovrebbe portare allo Zambia una classe politica capace e onesta; una ripresa delle attività economiche e risorse per tutti.