La decisione del Dipartimento di Stato americano di sanzionare Francesca Albanese è «l’ultimo tentativo da parte degli Usa di punire chi critica la guerra di Israele in corso da 21 mesi su Gaza».
E arriva dopo «il fallimento di una recente campagna di pressione americana per spingere l’organismo internazionale a rimuoverla dal suo incarico».
Così scrive il Guardian, in un pezzo dal titolo “US issues sanctions against Francesca Albanese, UN official investigating abuses in Gaza”.
La notizia dell’imposizione di sanzioni alla relatrice speciale delle Nazioni Unite da parte del Segretario di Stato Usa, solleva molti dubbi. Provoca anche reazioni di sdegno. La stampa estera reagisce ora con cautela ora con disappunto. Lo stesso Washington Post, usando l’AP, scrive:
«gli Usa in precedenza non hanno mai sollevato questioni in modo diretto con la Albanese perchè non hanno mai partecipato a nessuna delle due sessioni del Consiglio sui diritti umani quest’anno.
Inclusa quella estiva che è terminata martedì scorso. E questo perchè l’amministrazione Trump ha ritirato gli Stati Uniti (dal Consiglio ndr.)».
E ancora, il Washington Post cita Liz Evenson, direttrice di Human Rights Watch che ha detto:
«questo significa voler silenziare un’esperta delle Nazioni Unite per aver fatto il proprio lavoro, dicendo la verità sulle violazioni di Israele contro i palestinesi e facendo appello ai governi e alle aziende affinchè non siano complici».
David Rosenberg in un editoriale caustico nei confronti della special rapporteur, su Haaretz commenta:
«Francesca Albanese sta probabilmente ricevendo più attenzione adesso, per essere stata sanzionata dall’amministrazione Trump, di quanta non ne abbia mai ricevuta nel corso degli anni per il suo controverso sostegno alla Palestina e le sue critiche ad Israele».
Rosenberg prosegue: «in un’era in cui la costruzione delle narrazioni è critica nei confronti del ‘fare la guerra’, Albanese può essere certamente considerata una combattente».
Tuttavia, Israele ha «condotto una brutale guerra a Gaza provocando un numero altissimo di vittime civili e distruzione di massa». E invita a soffermarsi sull’ultimo report della relatrice speciale relativo all’economia del genocidio.
E qui Haaretz compie una lunga digressione sul report per concludere che Albanese è “manichea” e che la sua è una disamina poco realistica.
Il sito della BBC specifica che Albanese ha rifiutato di rilasciare commenti all’emittente britannica, ma riporta le dichiarazioni della funzionaria Onu ad AlJazeera.
Sebbene molto cauta nel commentare, la BBC scrive che la scelta americana «provocherà con ogni probabilità una forte reazione da parte di coloro che chiedono conto delle responsabilità per il bilancio delle vittime civili provocato dall’offensiva militare israeliana a Gaza».
Raggiunta da Al Jazeera, Francesca Albanese ha sminuito le sanzioni americane dicendo che lei continuerà a concentrarsi sul portare avanti il proprio lavoro.
«Non faccio commenti su delle tecniche di intimidazioni mafia style», ha scritto la relatrice speciale alla redazione di Al Jazeera in un messaggio.
«Sono troppo occupata a ricordare agli Stati membri i loro obblighi nel fermare e punire un genocidio. E tutti coloro che traggono profitto da esso».
Nel dare notizia delle sanzioni il quotidiano arabo Middle East Eye collega direttamente la misura punitiva americana all’ultimo report pubblicato dalla Albanese e scrive:
«le sanzioni fanno seguito alla pubblicazione di un report feroce reso noto il 30 giugno scorso, nel quale la Albanese nomina oltre 60 compagnie, incluse Google, Amazon e Microsoft, che, dice, sono state coinvolte “nella trasformazione di Israele da una economia di occupazione ad una economia del genicidio”».
E a questo proposito Middle East Eye anticipa una intervista esclusiva alla relatrice Onu, in uscita per il giornale:
«Non sono gli israeliani ad avvantaggiarsi del genocidio, ma ci sono corporations e una oligarchia collegata all’industria della Difesa, inclusa quella in Europa e Stati Uniti, che si arricchiscono grazie al genocidio».
Anche Al Arabya sceglie di aprire il suo pezzo sulle sanzioni con le parole di Albanese:
«Continuerò a fare quello che devo, certo sarà una scommessa», ha dichiarato la relatrice.