Convegno Missio Ragazzi: farsi missionari nelle diocesi

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Si è concluso oggi – domenica 10 marzo – il Convegno nazionale degli incaricati diocesani di Missio Ragazzi dal titolo “Battezzati è Inviati”, in corso a Roma presso la Casa per ferie “Ospitalità Bakhita” da venerdì scorso.

Dopo la giornata di ieri, ricca di spunti per l’elaborazione di strumenti per l’animazione missionaria dei bambini, oggi i convegnisti hanno potuto confrontarsi con suor Roberta Tremarelli, Segretaria generale della Pontificia Opera Infanzia Missionaria (Poim). Invitata da don Giuseppe Pizzoli, nuovo direttore di Missio, si è resa disponibile ad essere presente tutta la giornata, dialogando a lungo con gli incaricati diocesani presenti.

«Il segretariato internazionale della Poim è un ufficio importante perché da lì abbiamo uno sguardo su tutto il mondo. Spesso – ha spiegato – è visto come un ente dove si raccolgono le offerte che arrivano da ogni parte del mondo e da lì si ridistribuiscono, ma non è solo questo. Lo scorso anno abbiamo fatto un censimento delle realtà della Poim nei diversi Paesi, scoprendo le grandi diversità che esistono: in alcuni Stati si parla di “infanzia missionaria”, in altri di “infanzia e adolescenza”, in altri ancora di “ragazzi missionari”… In alcune nazioni la Poim lavora con gruppi specifici di bambini che fanno attività legate alla missione, proprio come li aveva pensati il fondatore dell’opera, monsignor Charles de Forbin-Janson. In altre realtà, invece, non esistono gruppi di ragazzi specifici della Poim, ma l’animazione missionaria viene valorizzata e proposta in tutte realtà ecclesiali che hanno a che fare con l’educazione alla fede dei più piccoli, come un filo rosso».

E’ quello che sta accadendo anche in Italia: ne sono sempre più convinti anche gli incaricati diocesani, ma non per questo c’è da rammaricarsi. L’importante è che venga stimolato lo spirito missionario: se siamo cattolici e universali – si è detto a conclusione del convegno – abbiamo l’impegno di aprirci a tutti, di essere trasversali.

Suor Roberta ha lanciato agli educatori presenti anche un’iniziativa in vista del Mese Missionario Straordinario Ottobre 2019 (MMS Ott 2019): si tratta di un concorso dal titolo “Battezzati e inviati: cantando la missione”, rivolto ai ragazzi di tutto il mondo: la richiesta è quella di inventare un canto in lingua locale, utilizzando strumenti musicali tradizionali del proprio Paese e scegliendo parole che raccontino cos’è la missione. «E’ importante – ha spiegato – che nel ritornello ci sia l’espressione “Battezzati e inviati”, per richiamare il tema del MMS Ott 2019. Ogni direzione nazionale ha libertà di organizzare il concorso come crede».

Missio Ragazzi, espressione della Poim nel nostro Paese, ha raccolto la sfida e posto il 31 maggio come data di scadenza per la consegna del materiale. Il canto più bello verrà inviato alla Poim internazionale e verrà inserito in un dvd che raccoglierà le canzoni vincitrici di tutti i Paesi del mondo.

Altre nuove iniziative sono state presentate anche da Missio. Tra queste l’ “Agorà della mondialità”, una piattaforma on line che a breve sarà disponibile per raccogliere iniziative e materiali già utilizzati sul territorio, al fine di diffondere tra i ragazzi e i giovani i valori dell’interculturalità, della missione, della custodia del Creato, dei nuovi stili di vita: «Si tratta di un servizio di formazione e animazione, coordinato da Missio, ma aperto ad insegnanti, catechisti, formatori, operatori pastorali diocesani e di istituti religiosi, ong e chiunque altro abbia a cuore la mondialità», ha spiegato Eleonora Borgia di Missio Italia.

Un ruolo speciale nello svolgimento del convegno è stato ricoperto da Floriana Moschitta, addetta di segreteria di Missio Ragazzi e coordinatrice dell’équipe di pastorale di animazione dei bambini. Nel salutare e ringraziare tutti i partecipanti, a conclusione della celebrazione eucaristica, ha ricordato che la missione di ciascuno prosegue con il rientro nelle proprie diocesi, ma sentendosi “inviati” con una certezza in più: quella che tra l’essere cristiani e l’essere missionari c’è un nesso inscindibile.