Papa Leone arriverà a Malabo, in Guinea Equatoriale non prima del 23 aprile, fra una settimana esatta: eppure la comunità cattolica dell’ex capitale, proprio sull’isola di Bioko, già lo aspetta.
Lo stadio di Malabo è quasi pronto per accoglierlo e la gente non vede l’ora.
Ce lo racconta una missionaria che vive ed opera lì e in questo momento si trova allo stadio per i preparativi: è suor Giusy Becchero, delle Figli di Maria Ausiliatrice.
«Tutti lo stanno aspettando! Tutti, soprattutto i bambini – dice suor Giusy – Quando arrivano nel nostro collegio ci chiedono: ‘il papa è già in Africa? è arrivato a Malabo? E’ un’attesa piena e bella questa!
C’è entusiasmo qui in Guinea, e l’Africa in questo momento è con il papa: lo seguiamo nel suo spostarsi, adesso in Angola, prima in Camerun e poi in Guinea.
Quando parlo con i giovani la cosa che a loro piace di più è la sua umanità e a noi missionarie piace la sua missionarietà. Si fa presente nell’oggi!».
Leone XIV, dopo l’Angola arriverà in Guinea Equatoriale per rimanervi dal 21 al 23 aprile 2026
Il governo, sotto il coordinamento del Presidente, ha già attivato i dispositivi di sicurezza e la logistica per accogliere il Pontefice.
La visita giunge dopo l’invito ufficiale rivolto dal presidente Teodoro Obiang Nguema Mbasogo e segue un periodo di intensa attività diplomatica tra il Vaticano e lo Stato africano.
Nella sua tappa camerunense, ieri pomeriggio a Bamenda il Pontefice ha pronunciato parole molto dure nei confronti dei tiranni (riferendosi evidentemente anche ai tiranni del Nord globale): «il mondo è distrutto da una manciata di tiranni, ed è tenuto in piedi da una miriade di fratelli e sorelle solidali!
Sono la discendenza di Abramo, incalcolabile come le stelle del cielo e i granelli di sabbia sulla spiaggia del mare».

