Suor Valentina e il miracolo del Saint Joseph di Gerusalemme

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La sala parto come luogo di riconciliazione dove provare a guarire (o prevenire) le ferite di un conflitto che sembra non avere fine.

È la missione a cui lavora Valentina Sala: originaria di Arcore (Monza-Brianza), 48 anni, religiosa della congregazione di San Giuseppe dell’Apparizione, fino al 2013 lavorava in Italia nelle iniziative di pastorale giovanile promosse dal suo Istituto; in quell’anno la sua superiora si ricorda che Valentina, prima di prendere i voti, si è diplomata in ostetricia.

Valentina viene allora inviata al Saint Joseph di Gerusalemme Est, l’unico ospedale cattolico della città per avviare un reparto fino a quel momento inesistente.

La giovane religiosa lo fa con una convinzione, poi ripetuta molte volte in questi anni durante incontri e interviste: la maternità non può essere solo una procedura medica ma deve diventare un “seme di pace”.

Grazie ad alcune intuizioni e innovazioni originali (come il parto in acqua, l’uso della musica per i neonati) e grazie soprattutto a uno stile di cura che va oltre gli aspetti tecnici (la comunità delle suore vive all’interno della struttura, rendendo la relazione con i pazienti ancora più stretta), in un ospedale fino a quel momento frequentato solo da palestinesi (cristiani e musulmani) iniziano ad arrivare per partorire anche donne ebree.

«All’inizio non è stato facile – ha raccontato suor Valentina –. Alcune colleghe palestinesi si chiamarono fuori: “Davvero ci stai chiedendo di far nascere i figli di chi ci spara addosso?”.

Ma con il tempo e con tanta pazienza quelle paure hanno iniziato a sciogliersi. Oggi il nostro reparto è un luogo dove madri cristiane, musulmane, ebree possono partorire insieme, dove la nascita supera il muro delle identità».

Naturalmente gli attentati del 7 ottobre 2023 e la guerra a Gaza hanno fatto sentire anche qui i loro effetti. Ma il “miracolo” del Saint Joseph prosegue.

Suor Valentina ora continua la sua missione con ancora maggiori responsabilità: da poco è stata infatti nominata superiora della Provincia di Terra Santa della sua Congregazione, riuscendo in questa veste a sottoscrivere un accordo di cooperazione con l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma, finalizzato a rafforzare la formazione pediatrica e migliorare l’assistenza ai casi più complessi.

Un aiuto importante per poter ripetere ogni giorno, con ancora più convinzione, una frase che sta molto a cuore a suor Valentina: «Le nascite sono il segno più bello che non ci diamo per vinti».