Siria: Padre Paolo, il giardino dei fichi e la memoria dei giusti

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Il 29 luglio erano 12 anni dalla scomparsa di padre Paolo Dall’Oglio, fondatore della comunità monastica di Mar Musa, in Siria, basata sulla vita contemplativa, il lavoro manuale, l’ospitalità.

In occasione del ricordo del missionario gesuita, quest’anno è stato organizzato un programma di eventi (non era mai stato possibile fino all’8 dicembre scorso, cioè fino alla caduta di Bashar al-Assad).

Tra le iniziative ideate dai monaci e dalle monache di Mar Musa, una è davvero particolare.

L’hanno chiamata il “Giardino dei fichi” ed è stata celebrata in una giornata dedicata al ricordo delle persone scomparse durante il lungo conflitto siriano.

Il fico, infatti, è l’unico albero che ha resistito alla devastazione della guerra: quando le persone riuscivano a tornare a casa, trovavano che tutto era morto e si era inaridito, tranne i fichi.

Così la vigilia del 29 luglio, a ciascun albero di fico del monastero di Mar Musa e della valle dove esso sorge, è stato collegato il nome di una persona scomparsa, come padre Dall’Oglio, o di persone uccise durante la guerra.

Su ogni albero sono state poste anche piccole foto di quelle persone, con cenni biografici e altre informazioni.

Nella valle è stato compiuto un semplice pellegrinaggio a tappe, con riflessioni, parole e preghiere condivise.

«Quel breve cammino – hanno scritto i monaci e le monache di Mar Musa – incarna il nostro desiderio di pace; è un percorso simbolico dove ciascuno può deporre le proprie ferite e attingere forza camminando insieme».

Nella Siria che sta cercando di rinascere, anche gli alberi di fico possono aiutare.