Papa Leone: "oggi, al posto delle folle ricordate nel vangelo, stanno interi popoli umiliati"

Corpus Domini e flash mob per i giornalisti ammazzati a Gaza

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«Mi chiamo Iman Al-Shanti, avevo 38 anni, ero una giornalista radiofonica di Sawt Al-Aqsa Radio a Gaza: il 10 dicembre 2024 sono stata uccisa insieme a mio marito e ai nostri 3 figli, mentre eravamo in casa».

«Sono Mustafa Thuraya, ero un video-maker freelance dell’agenzia France Press a Gaza.

Mi hanno ucciso il 7 gennaio 2024 con un drone di Israele mentre ero in macchina con il collega Hamza Al Dahdouh di Al Jazeera. Hanno puntato alla nostra auto e siamo saltati in aria».

Queste due delle 237 storie di giornalisti e video-maker ammazzati da Israele a Gaza, a partire dall’8 ottobre 2023.

Il loro sacrificio è stato ricordato ieri, domenica del Corpus Domini, dal gruppo “Operatori e operatrici dell’informazione per Gaza” che hanno reso omaggio ai colleghi uccisi.

Il flash mob a pochi passi dalla messa di papa Leone, celebrata nel pomeriggio sul sagrato della chiesa di San Giovanni.

L’iniziativa ha riportato l’attenzione sulla strage di giornalisti, fotografi e cameramen in corso in Medio Oriente e sul dovere dei media occidentali di fornire un’informazione puntuale, onesta e imparziale.

«Care colleghe, cari colleghi – è stato l’appello rivolto a nome di tutto il gruppo  – oggi siamo qui per voi.

Vi saremo grati in eterno per il sacrificio immane con cui voi e le vostre famiglie avete aperto gli occhi al mondo: siete il miglior giornalismo, niente è riuscito a silenziarvi.

La vostra voce risuona ovunque, non dimenticatelo!

Se la verità è la prima vittima di ogni guerra, il silenzio e l’indifferenza sono i complici che la uccidono in tempo di pace».

I giornalisti in piazza indossavano una maglietta con la scritta Press e un mirino sul petto, la frase “i giornalisti non sono bersagli”, sul retro.

In mano, le foto di diverse decine di colleghi palestinesi uccisi, il cui lunghissimo elenco è stato stampato su un grande cartello.

Dall’altra parte della piazza papa Leone, celebrando il Corpus Domini, durante l’omelia ha detto:

«Oggi, al posto delle folle ricordate nel vangelo stanno interi popoli, umiliati dall’ingordigia altrui più ancora che dalla propria fame».

La necessità di avere dei mass media imparziali e un giornalismo libero dai condizionamenti, è stata ricordata dal papa anche in un messaggio inviato a Lima, qualche giorno fa, per la presentazione del “Proyecto Ugaz”:

«la libertà di stampa – ha scritto il Santo Padre – è un bene comune irrinunciabile.

I giornalisti non possono vedere spenta la loro voce per interessi meschini o per paura della verità».

Dopo il flash mob di ieri gli “Operatori ed Operatrici dell’Informazione per Gaza” intendono proseguire con altre iniziative che tengano alta l’attenzione sul genocidio in corso.

«Lo faremo – hanno ricordato in chiusura dell’evento, rivolti ai colleghi – per raccontare cosa siano l’apartheid e la pulizia etnica che subite da 78 anni.

E per far sì che le nostre istituzioni, italiane ed europee, cessino ogni collaborazione e ogni sostegno a Israele, perché Israele va fermato.

E va fermata la guerra israelo-statunitense all’Iran che ci sta trascinando in un conflitto potenzialmente nucleare, dagli esiti sicuramente disastrosi».