Popoli e Missione febbraio: fidei donum italiani nel mondo, giovinezza della Chiesa in uscita

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Sono veri e propri “ponti tra le Chiese” e malgrado il loro numero si sia ridotto negli ultimi decenni, restano una presenza fondamentale nella missione in frontiera.

Sono i fidei donum, i sacerdoti, espressione di diocesi italiane al servizio di Chiese sorelle nel mondo, per testimoniare il Vangelo al servizio delle comunità che li ospitano.

A loro è dedicato il dossier centrale del numero di febbraio di Popoli e Missione, aperto dall’intervista a don Giuseppe Pizzoli, direttore della Fondazione Missio.

E se oggi si è passati da 600 sacerdoti degli anni Novanta ai 227 attuali, le ragioni sono diverse, come spiega Annarita Turi dell’Ufficio di cooperazione missionaria tra le Chiese-Cei. A seguire le testimonianze di Luigi Butori laico della diocesi di Lucca, dalla Thailandia e al Vietnam; don Sandro Borsa, direttore del Kinangop, ospedale d’eccellenza di Nyeru; e don Renato Chiera, missionario delle favelas di Rio de Janeiro e delle cracolandie di strada.

In apertura della rivista segnaliamo l’editoriale di Alessandro Dehò, sacerdote della diocesi Bergamo sul valore della preghiera per pace. A seguire un Primo Piano dedicato a Sarajevo a 30 anni dalla fine dell’assedio da parte dei militari serbo-bosniaci, raccogliendo le voci dello choc collettivo della guerra, il cui ricordo è un monito per guardare ai genocidi presenti.

Dall’America Latina un reportage da Cuba dove la mancanza di energia elettrica e di combustibile hanno messo in ginocchio la vita sull’isola, come racconta padre Alberto Reyes da L’Avana.

Più avanti si parla anche dell’incertezza della popolazione dopo la caduta del regime di Nicolàs Maduro, la liberazione dei prigionieri politici e l’insediamento della presidente Delcy Rodriguez.

Dall’Asia, un servizio sulle scam cities, ovvero le città delle truffe on line dove lavorano i cyber schiavi del crimine organizzato in Paesi come Thailandia, Cambogia e Myanmar.

Segnaliamo anche un focus sulla campagna “Lo sport contro la fame” che impegna 37 Organismi della Focsiv, il Centro sportivo italiano e la Fao, per sostenere 58 progetti contro la fame in 26 Paesi del mondo.

Nella precarietà del quadro geopolitico attuale stanno cambiando anche le politiche internazionali, ed in particolare europee sul diritto d’asilo, come emerge dalla nona edizione del Rapporto Migrantes sul tema da cui emerge un preoccupante scenario globale per milioni di migranti.

Infine il Progetto Pom di questo mese serve ad aiutare il noviziato delle suore Figlie della Carità di San Vincenzo de Paoli, nel Nord ovest della capitale Kinshasa, in Repubblica Democratica del Congo.

Per far fronte alle necessità economiche delle studentesse, la congregazione ha bisogno di incrementare la costruzione di un porcile, per rendere economicamente autonomo il noviziato.

L’allevamento dei maiali è un’iniziativa molto diffusa in Africa, poiché si tratta di animali che si riproducono rapidamente e la loro gestione non è costosa.

Inoltre possono garantire il sostentamento diretto per le novizie, ma anche un’entrata economica con la vendita di alcuni animali.