Svolta a destra in Cile, transizione (con riserva) in Perù con Orè

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José Antonio Kast vince le elezioni presidenziali in Cile e riporta indietro le lancette dell’orologio ai tempi della drammatica dittatura del generale Pinochet.

Il neo-presidente Kast, 59 anni, leader del Partito Repubblicano, ha totalizzato il 58 per cento dei voti al ballottaggio: si tratta della prima vera svolta a destra dalla fine della dittatura nel 1990.

L’elezione segna anche un’altra frattura: l’ultraconservatore liberista è politicamente vicino al presidente di El Salvador Nayib Bukele e all’argentino Javier Milei, esponente della destra.

Nonché alleato di Donald Trump.

In Perù procede invece la nuova fase di transizione, dopo che José Enrique Jerí Oré ha giurato come presidente costituzionale, per via dell’impeachment a Dina Boluarte.

L’ex presidentessa è stata destituita all’unanimità dal Congresso per via di una «permanente incapacità morale» ad affrontare la criminalità organizzata.

È il settimo capo dello Stato peruviano negli ultimi otto anni, dopo Pedro Pablo Kuczynski, Martín Vizcarra, Manuel Merino, Francisco Sagasti, Pedro Castillo e Boluarte.

Jerí Oré, nato a Lima 39 anni fa, secondo presidente più giovane del Perù dopo Alan Garcia, guiderà il paese fino alle prossime elezioni che si terranno nell’aprile 2026.

Per un lasso di tempo così breve le riforme saranno minime, anche se i cittadini richiedono misure urgenti, concrete ed efficaci per combattere la criminalità e la diffusa percezione di rischio e insicurezza.