Nigeria, arcivescovo Fortunatus Nwachukwu: “il problema del Paese non è la religione islamica”

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«Posso dire con certezza che il problema della Nigeria non è religioso: ossia non è un problema di persecuzione religiosa.

Semmai a questo riguardo, parlerei di difficile convivenza, soprattutto a causa dell’estremismo che, attenzione, non è solo islamico».

A dirlo, in questa intervista con Popoli e Missione, a margine di un convegno all’ambasciata italiana presso la Santa Sede a Roma, è monsignor Fortunatus Nwachukwu, arcivescovo e diplomatico nigeriano, del Dicastero per l’Evangelizzazione dei popoli.

 «Il vero problema sorge quando abbiamo persone che usano e strumentalizzano le questioni politiche ed etiche; le mescolano con quelle religiose e creano situazioni ibride difficili da controllare», dice.

Tra questi “ibridi” il vescovo annovera «ad esempio i conflitti annosi tra i pastori Fulani e gli agricoltori locali». 

Tuttavia, spiega il vescovo, nonostante «i Fulani siano per la maggior parte di religione islamica» la conflittualità non ha a che vedere con l’imposizione della fede: «basti pensare che ci sono anche Fulani convertiti al cristianesimo».

La vera ragione risiede in una volontà di affermazione economica e di conquista territoriale: «una lenta trasformazione di questa popolazione da nomade a stanziale», che porta a competere con chi già vive sul territorio.

Per guadagnare territorio, i Fulani usano spesso la violenza: «vanno a mano armata arrivano con i loro animali e si appropriano dei campi».

Il nord-ovest della Nigeria, soprattutto la zona al confine con il Benin, in effetti, è un ginepraio inestricabile di almeno sei gruppi armati, banditismo locale senza scrupoli e violenza che si dice affiliata a Boko Haram.

Questo intreccio rende la vita impossibile alle comunità locali, costrette a fuggire incalzate dagli uomini in armi.

Nel mirino per l’appunto non c’è solo la Chiesa cattolica, ma chiunque venga percepito come “generatore di reddito”.

(L’intervista per intero sarà leggibile sul prossimo numero di Popoli e Missione)