Cardinale Lojudice: "strage degli innocenti, Netanyahu un tiranno"

Gaza atto finale: Deir el-Balah attaccata da cielo e da terra

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L’inferno di Gaza è sempre più infernale e si alza l’asticella dell’orrore.

Il piano di distruzione totale della Striscia avanza verso l’ultimo atto che prevede il concentramento dei palestinesi superstiti al sud della Striscia, tra la costa e Khan Younis. 

Per rendere possibile questo scenario, Israele porta avanti bombardamenti a tappeto e attacchi di terra, adesso anche nella zona centrale.

Quella che fino a domenica scorsa era una ‘zona demilitarizzata’, o comunque risparmiata dalle bombe, Deir el-Balah, a Gaza centro, è adesso sotto pesante attacco militare.  Di cielo e di terra.

L’operazione è iniziata domenica notte ed è proseguita lunedì mattina con l’ingresso dei carri armati, mai entrati prima in quella zona.

Almeno 65 persone sono state ammazzate nelle ultime ore in tutta Gaza, mentre i tank israeliani avanzavano dentro Deir el-Balah, sede delle principali agenzie Onu.

L’allarme in Italia è giunto domenica sera da un Cooperante italiano, Gennaro Giudetti che lavora con l’Organizzazione mondiale della Sanità e vive a Deir el-Balah:

«Israele sta bombardando dove non dovrebbe: ci hanno evacuato, hanno già bombardato due volte casa nostra, anche stanotte – aveva avvertito Giudetti –

Sono arrivati pezzi di missili anche qui, a Deir el-Balah. La situazione è gravissima».

Stamani il comunicato del direttore generale dell’Oms Tedros Adhanom Ghebreyesus non lascia dubbi:

«I militari israeliani sono entrati nei locali – ha scritto – costringendo donne e bambini ad evacuare a piedi verso Al-Mawasi in mezzo al conflitto.

Il personale maschile e i familiari sono stati ammanettati, spogliati, interrogati sul posto e controllati.

 L’OMS chiede il rilascio immediato del personale detenuto e la protezione di tutto il suo staff».

Inoltre, precisa il direttore generale: «le coordinate geografiche di tutte le strutture dell’OMS, inclusi gli uffici, i magazzini e le abitazioni dello staff, sono condivise.

Queste strutture sono la spina dorsale delle operazioni dell’Oms a Gaza e devono sempre essere protette, a prescindere dalle evacuazioni o dagli ordini di sfollamento.

Ogni minaccia ad esse è una minaccia all’intero sistema umanitario sanitario di Gaza.

In linea con quanto deciso dalle Nazioni Unite, l’OMS resterà a Deir al Balah, e continuerà a fornire e ad allargare le sue operazioni».

Secondo il Times of Israel, l’obiettivo strategico di questa ennesima operazione che chiude il cerchio, sarebbe quello di aprire un terzo corridoio militare nel cuore di Gaza per controllarla tutta, dopo il corridoio di Netzarim nel nord e il Morag nel sud.

Antoine Renard, direttore del Programma Alimentare Mondiale in un’intervista ad RFI ha confermato che «la popolazione di Deir al-Balah è stata costretta ad evacuare.

Si parla già di 50-80mila persone sfollate.

Ogni volta che si viene evacuati si perde un certo numero di servizi essenziali. Dove sarà il prossimo punto di rifornimento dell’acqua?

Dove saranno i punti di distribuzione alimentare? Avete ancora una tenda?».

Nelle ultime ore un comunicato congiunto, firmato da 28 ministri degli Esteri di altrettanti Paesi, tra cui l’Italia, chiede l’immediato ‘cessate il fuoco’.

Tra le richieste c’è la rimozione totale degli ostacoli alla distribuzione degli aiuti.

I Paesi firmatari sono: Australia, Austria, Belgio, Canada, Cipro, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Grecia, Islanda, Irlanda, Italia, Giappone, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Olanda, Nuova Zelanda, Norvegia, Polonia, Portogallo, Slovenia, Spagna, Svezia, Svizzera e Regno Unito.

Molto forti le parole di condanna del genocidio da parte della Chiesa cattolica, in particolare quelle del cardinale Paolo Lojudice, giudice della Cassazione Vaticana che in un’intervista a La Stampa ha detto:

«Ormai si è azzerata qualunque giustificazione geopolitica.

Di fronte all’attuale escalation di nefandezze nessuno dice più che sia giusto che Israele si difenda.

La strage degli innocenti grida vendetta al cielo.

Non ci può più tirare indietro dal denunciarlo. Netanyahu non si ferma perché è un tiranno che persegue un cupo e sanguinario disegno di potere».