«Negli anni ho avuto la grazia di conoscere luoghi molto diversi tra loro.
Ho respirato l’attesa silenziosa dei giovani dell’Ucraina, che in mezzo alla paura continuano a cercare normalità.
Ho condiviso giorni di lavoro e di fede con i bambini di strada di Freetown, in Sierra Leone, dove ogni gesto diventa scuola di vita».
A parlare è don Luca Barone, nato in Piemonte, salesiano da 25 anni, missionario per anni in Africa e altrove, e ora alle soglie di un nuovo cammino.
«Ho raccolto il testimone dal mio caro confratello, padre Daniel – racconta – e ora tocca a me continuare quella strada tracciata dal mio predecessore, con ardore e fede, seguendo la chiamata di Don Bosco: portare Cristo e la speranza là dove il mondo ne ha più sete».
Ossia, in Italia e nello specifico in Piemonte.
«Ho ascoltato il ritmo incessante della povertà in Ghana, dove i bambini dei villaggi mi hanno mostrato come la gioia possa nascere anche da una semplice matita o da un piatto di riso e verdure.
In ciascuno di questi posti il mio cuore missionario si è allargato fino a diventare più grande di me, come se ogni incontro mi consegnasse un nuovo battito».
Don Luca spiega ancora che il nuovo ruolo lo riporta a Valdocco dove ha vissuto i primi anni di sacerdozio nel coordinamento delle attività di Pastorale Giovanile dei salesiani di Piemonte e Valle d’Aosta.
«Tornare qui significa ritrovare le radici del carisma salesiano e, allo stesso tempo, guardare avanti.
Oggi riprendo il servizio a favore delle missioni salesiane in tantissime parti del mondo, mettendo a disposizione un’esperienza che in questi anni ho avuto modo di approfondire attraverso altri incarichi svolti all’interno della Congregazione.
È un ritorno che non è solo geografico, ma profondamente vocazionale: continuare a servire i giovani, soprattutto i più fragili, là dove il bisogno educativo è più urgente.
Tornare a sentire dalla finestra del mio nuovo ufficio, affacciata sul cortile Valdocco: “si vede, si sente, don Bosco è qui presente” mi fa emozionare molto, lo cantano a Valdocco, lo cantano nei cortili di Ciudad don Bosco in Colombia, nelle opere nascenti del Bangladesh, nelle case per giovani di strada della Sierra Leone».

