Stamani in Senato si è tenuto un incontro pubblico nell’ambito della Campagna internazionale “Stop Killer Robots” cui aderiscono Archivio Disarmo e Rete Italiana Pace e Disarmo.
Al centro dell’iniziativa, intitolata “Fermare la minaccia delle armi letali autonome: idee e prospettive per una regolamentazione internazionale”, fanno sapere gli organizzatori, «la crescente preoccupazione per le armi letali autonome (LAWS), sistemi in grado di selezionare e colpire obiettivi senza il controllo umano, con conseguenze devastanti sul piano etico, giuridico e umanitario».
Il confronto tra esperti, società civili e istituzioni è nato dal bisogno urgente di una regolamentazione internazionale vincolante, «alla luce del crescente allarme emerso in ambito Nazioni Unite, come più volte denunciato dal Segretario Generale dell’ONU António Guterres».
Il Premio Nobel per la fisica Giorgio Parisi, presente all’incontro ha detto: «il problema delle armi letali autonome è estremamente urgente.
Si va pericolosamente nella direzione di guerre combattute sempre di più con armi ‘intelligenti’, in grado di adattarsi al contesto e di decidere (è il caso degli algoritmi) chi è il nemico da neutralizzare o il civile da risparmiare.
Decidere al posto dell’uomo è inaccettabile sul piano etico. Invece può sembrare un «bene» agli Stati in guerra, basti pensare ai droni che vengono utilizzati tutti i giorni nella guerra della Russia contro l’Ucraina».
Tra gli interventi quello di Riccardo Noury (Amnesty International Italia) e Tommaso Natoli (Croce Rossa Italiana).
Nicole van Rooijen (Direttrice Esecutiva Campagna Stop Killer Robots) ha ricordato che «la Campagna Stop Killer Robots riunisce organizzazioni della società civile di tutto il mondo per chiedere norme internazionali vincolanti che impediscano lo sviluppo e l’uso di armi autonome: per questo servono impegni chiari, tempi certi e un negoziato formale.
Solo un accordo giuridicamente vincolante può garantire regole comuni e impedire che sistemi d’arma sfuggano al controllo umano».

