Il nuovo numero di Popoli e Missione, tra post-Cop30 e Venezuela; periferie di Bari e missione

Facebooktwitterlinkedinmail

I popoli dell’Amazzonia in copertina del numero di gennaio di Popoli e Missione, con il dossier centrale dedicato al bilancio della Cop30 di Belem.

Alla 30ma conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici i popoli originari e i missionari hanno richiamato l’attenzione sulle “false soluzioni” che non scalfiscono il modello estrattivista.

“Malgrado difficoltà e agrobusiness continuino ad impoverire la foresta, la Chiesa resta vicina ai popoli indigeni come raccontano le testimonianze di fra Giovanni Onore tra i discendenti degli Yumbo in Ecuador; il dottor Gabriele  come medico delle comunità remote sul fiume Purus; suor Rosalia Lapo, salesiana, da 40 anni in Brasile nel distretto di Pari Cachoeira; i Gesuiti tra i campesinos guaranì in Paraguay”.

Dalla redazione affermano: “La guerra più dura resta quella contro la povertà, come evidenzia un reportage dal Venezuela in gravi difficoltà sociali e politiche, mentre la sua storia volta pagina dopo la caduta di Maduro”.

Dall’Italia, un viaggio nelle periferie di Bari “dove la Chiesa missionaria ha le voci delle comboniane Lupita, Maria e Rosa e del parroco don Gianni De Robertis, impegnati come equipe nel difficile quartiere Enziteto; nel rione Libertà dove opera don Angelo Cassano, in collaborazione con don salvatore De Pascale del Centro missionario della città”. Per l’Asia “segnaliamo un approfondimento sulle tre città-Stato: Singapore, Taiwan, Hong Kong”.

La rubrica “Scatti dal mondo” racconta “frammenti di solidarietà e di servizio agli emarginati di Roma che presso un antico palazzo vicino a piazza San Pietro, trovano alloggio in quello che Papa Francesco ha voluto chiamare Albergo dei migliori”.