"Boicottate, protestate e la Chiesa parli"

Gaza, don Renato Sacco: “mentre Israele procede con l’occupazione totale non possiamo stare in silenzio (compresa la Chiesa)”

Facebooktwitterlinkedinmail

Riprendere i pellegrinaggi religiosi in Terra Santa, non dimenticare la tragedia palestinese, rompere il silenzio sul genocidio in corso a Gaza.

E poi: boicottare, partecipare ai presidi, portare addosso un segno di solidarietà col popolo palestinese.

Insomma: esserci. E farlo sentire, anche quando la pausa estiva porterebbe altrove.

È quanto chiede don Renato Sacco Consigliere nazionale di Pax Christi, in queste ore cruciali della guerra su Gaza, durante le quali si deciderà il destino dei palestinesi superstiti.

Mentre Israele alza il tiro e procede con l’occupazione totale, il nostro Paese tace. O quasi.

“Una delegazione di Pax Christi, con un gruppo della campagna ‘Ponti e non muri’ sarà di nuovo in Terra Santa tra 11 e 18 agosto: saranno a Gerusalemme, Betlemme, Taybe – spiega don Renato – Ma a parte i pellegrinaggi, ci sono molte azioni che ognuno di noi può intraprendere per rompere il silenzio perché non si può tacere!”.

Sì va dai presidi in strada ad “ogni forma di boicottaggio economico”.

Non dimentichiamoci, dice don Renato, che l’Italia “è complice del genocidio in prima persona, grazie alla multinazionale italiana Leonardo.

Compriamo e vendiamo armi ad Israele”.

Il sacerdote fa appello non solo ai cittadini comuni e ai fedeli ma alla Chiesa stessa che è troppo silente.

“chiediamo anche alla Chiesa tutta un sussulto: la Chiesa ha un compito di orientamento nella comunità – sostiene – Non possiamo lasciar parlare solo il cardinale Pizzaballa, anche se ha un ruolo importante.

Se non ci indigniamo noi per primi, se non siamo i primi durante le nostre omelie, nelle parrocchie, durante le catechesi, a denunciare il genocidio in corso, di cos’altro dovremmo preoccuparci?!”.

In questo momento l’aggressione su Gaza da parte di Israele è arrivata ad un punto cruciale: mentre Netanyahu annuncia l’occupazione totale della Striscia, e la violenza sui civili palestinesi aumenta in una continua escalation, si cerca (con estremo ritardo) una via negoziale.

Domani la Lega Araba si riunirà in via straordinaria per discutere come contrastare l’occupazione israeliana della Palestina, scrive l’agenzia di stampa palestinese Wafa.

Il rappresentante palestinese presso la Lega Araba, Muhannad al-Aklouk, ha dichiarato che “la riunione si terrà alla luce della decisione israeliana di controllarla pienamente, e del conseguente sfollamento forzato del popolo palestinese all’interno e all’esterno della Striscia”.

“Le parrocchie sono luoghi di formazione alla pace e di denuncia delle ingiustizie – ricorda don Sacco – e da qui bisogna ripartire”.

Tra le azioni che Pax Christi ha in programma per i prossimi mesi c’è il boicottaggio, assieme ad altre organizzazioni, della partita di calcio Italia-Israele in agenda il prossimo 14 ottobre a Udine.