«Una bambina di quattro anni è stata portata nel centro dalla madre, soffriva di malnutrizione acuta.
Il segno più evidente e devastante della sua condizione era la perdita grave di capelli.
Le cadevano a ciocche, lasciandole quasi completamente scoperto il cuoio capelluto.
Il suo aspetto fragile la faceva sembrare un’anziana, come se avesse subito una chemioterapia.
Lo spettacolo era scioccante e doloroso, non solo per me, ma anche per sua madre, che la guardava impotente mentre la salute della figlia peggiorava.
Questa bambina soffriva di malnutrizione acuta da oltre un anno a causa della guerra, poiché la sua famiglia faticava a trovare abbastanza cibo per nutrirla».
La testimonianza agghiacciante è di un’infermiera di Medici del Mondo, onlus che lavora a Gaza, nel programma nutrizionale del centro di cure primarie Al Bahar, a Deir Al Balah.
La onlus denuncia l’uso sistematico e comprovato della fame come arma di guerra da parte di Israele.
«La crisi alimentare, che mette in pericolo migliaia di vite, è interamente ascrivibile alla violazione del diritto umanitario e alle decisioni delle autorità israeliane di autorizzare parzialmente o bloccare totalmente gli aiuti umanitari a Gaza», così dichiara Elisa Visconti, direttrice di Medici del Mondo Italia.
«In questo quadro intollerabile chiediamo agli Stati di agire immediatamente e con fermezza perché si ponga fine a questo assedio mortale», conclude.
Negli ultimi dieci mesi, da luglio 2024 ad aprile 2025 Medici del Mondo ha monitorato la malnutrizione acuta tra bambini, donne in gravidanza e in allattamento in sei centri sanitari operativi nella Striscia di Gaza assediata, in particolare nei governatorati di Deir Al Balah, Khan Younis, Gaza e Rafah.
Sono stati sottoposti a screening nutrizionale 10.740 bambini tra 6 e 59 mesi e 3.963 donne in gravidanza o in allattamento, nell’ambito del programma nutrizionale che l’organizzazione porta avanti nella Striscia di Gaza.
«A novembre 2024 – si legge nella nota di Medici del Mondo – il tasso di malnutrizione acuta nei bambini ha raggiunto il 17%, il livello più alto registrato nel 2024.
Questo aumento coincide con il drastico calo del numero di camion di aiuti umanitari autorizzati a entrare nell’enclave nell’ottobre 2024.
A titolo di confronto, nel 2022 solo lo 0,8% dei bambini sotto i cinque anni a Gaza soffriva di malnutrizione acuta secondo l’OMS».
La tregua entrata in vigore il 19 gennaio 2025 ha permesso un allentamento parziale delle restrizioni israeliane e un aumento dell’ingresso di prodotti alimentari.
Da allora, i tassi di malnutrizione acuta nei bambini sono drasticamente diminuiti, passando dal 17% di novembre 2024 al 2,7% di febbraio 2025.
Questo progresso è stato rapidamente annullato dall’assedio totale agli aiuti imposto il 2 marzo 2025, seguito dalla ripresa delle ostilità da parte dell’esercito israeliano il 18 marzo, in violazione dell’accordo di cessate il fuoco.
(La foto è di Medici del Mondo)