Popoli e Missione settembre-ottobre: la GMM compie 100 anni (ma è ancora giovane)

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Compie 100 anni ma il suo volto è sempre giovane.

È la Giornata Missionaria Mondiale (Gmm) così come viene vissuta dai missionari e dalle missionarie che si raccontano nel dossier del numero speciale di Popoli e Missione di settembre-ottobre.

È “l’eterna novità della missione” che quest’anno si rinnova nello slogan della Gmm “Uno in Cristo, uniti nella missione”, declinato nelle esperienze di chi porta il Vangelo anche nelle Chiese più piccole e lontane, grazie al servizio delle Pontificie Opere Missionarie, una rete attiva in oltre 150 Paesi del mondo per sostenere l’evangelizzazione, la preghiera e la carità.

Nel dossier, aperto dall’intervista a monsignor Marco Prastaro, vescovo di Asti e nuovo presidente della Fondazione Missio, ascoltiamo voci dalle Filippine, esperienze in Venezuela, Mongolia, Messico, e Corea.

Tutte collegate dall’aiuto che le quattro Opere Pontificie danno alle Chiese, soprattutto alle più povere, sostenendo attivamente la presenza dei missionari.

«La missione è uno slancio, un impegno collettivo, spesso silenzioso e “invisibile” – sottolinea don Giuseppe Pizzoli, direttore generale di Missio, nell’editoriale di apertura -la missione è fondata sul dialogo, sull’incontro, sulla visione del Vangelo non come una novità che deve sorprendere e affascinare, ma come una realtà che è già presente in nuce nelle culture, trovando agganci per far nascere il Vangelo dall’interno».

Un modo per rileggere i cambiamenti di rotta e di stile che caratterizzano i 100 anni di vita della Gmm vissuti da molte generazioni di religiosi, religiose e laici.

Da segnalare in questo numero, un reportage dall’Armenia, il “Paese dei monasteri” che oggi riafferma la sua identità culturale unica, cercando di difendersi da possibili aggressioni dagli ingombranti vicini Russia e Turchia.

 Dall’America Latina, un focus sull’impegno della Chiesa in Venezuela dopo il terremoto del giugno scorso. Nel Paese provato dalla crisi economica, e da una lunga migrazione di massa, istituzioni, strutture ecclesiali e volontari si sono mobilitati per aiutare i soccorsi e la ricostruzione.

Dalla Colombia, il punto sulla lotta armata a Catatumbo di gruppi armati di varie sigle che si contendono il controllo del territorio, mentre la gente fugge e i bambini non riescono ad andare a scuola, rischiando di diventare baby soldiers.

Dall’Africa, una inchiesta sull’assassinio di padre Crépin Martial Monga, sacerdote della diocesi di Bangassou, ucciso nell’Est della Repubblica Centrafricana che, pur nella sua tragicità, rappresenta un punto di svolta importante per il Paese.

Scatti dal mondo ci porta a Il Cairo, una enorme città dai mille volti in trasformazione, dove si concentra un enorme numero di persone e dove antichi insediamenti come la “città dei morti” convivono accanto a nuove realtà abitative sul Nilo.

 Dall’Asia, attenzione puntata sulla comunità cristiana del Bangladesh che sta crescendo tra le etnie minoritarie, come spiega dalla diocesi di Dinajpur, il vescovo Sebastian Tudu che vede il futuro della Chiesa tra le popolazioni tribali.

Infine segnaliamo alcuni progetti delle Pontificie Opere Missionarie che testimoniano l’universalità della Chiesa con gli interventi proposti nelle diocesi delle Chiese di missione in Africa, America, Asia Europa e Oceania (pagg 40-1).

Molto resta da fare e per questo proponiamo alcuni dei tanti progetti da realizzare nel corso di questo anno pastorale.