Da America Latina, Africa e India: la ricchezza dei preti dal mondo riuniti a Farfa

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Nata da una proposta emersa durante l’incontro annuale dei sacerdoti stranieri studenti della diocesi di Roma, si è svolta nel mese di luglio la prima settimana di esercizi spirituali a loro dedicata.

L’iniziativa rappresenta un passo importante nell’ambito della formazione permanente dei sacerdoti accolti per motivi di studio.

Gli esercizi si sono tenuti a Farfa, presso la Casa delle Suore Brigidine, accanto alla storica Abbazia benedettina, luogo particolarmente adatto alla preghiera, al silenzio e alla riflessione spirituale.

Il tema scelto per l’esperienza è stato:

«Se non così, come? La Pasqua di Gesù e la Pasqua del discepolo», un percorso di meditazione e approfondimento volto ad aiutare i partecipanti a rileggere la propria vocazione sacerdotale alla luce del mistero pasquale di Cristo.

«Abbiamo organizzato una vera settimana di esercizi spirituali, scandita dalla preghiera e dall’ascolto della Parola», racconta Giampiero Giamogante dell’Ufficio Clero del Vicariato di Roma.

«Le giornate erano articolate tra lodi, meditazioni, tempi di silenzio personale, celebrazione eucaristica, adorazione, Vespri e momenti di fraternità condivisa.

Una proposta intensa, pensata per favorire il raccoglimento e il rinnovamento spirituale».

A guidare gli esercizi è stato don Stefano Colombo, dell’equipe della formazione permanente della Diocesi di Milano.

Durante la settimana è stata inoltre significativa la presenza di monsignor Michele Di Tolve, vescovo ausiliare di Roma, Direttore dell’Ufficio Clero e rettore del Pontificio Seminario Romano Maggiore, che ha condiviso con i partecipanti alcuni momenti di preghiera e di confronto.

La particolarità dell’esperienza romana come dichiarato anche in altri incontri da Di Tolve, «è che tutti i sacerdoti sono stati inviati non per isolarsi in un collegio, ma per abitare le parrocchie, condividere la vita della Chiesa e allo stesso tempo prepararsi a servire con maggiore competenza e amore le proprie diocesi d’origine.

Quando un parroco accoglie un prete studente e ne valorizza i doni, anche la sua comunità cresce».

Hanno partecipato complessivamente 22 sacerdoti, provenienti da diversi continenti e impegnati in differenti fasi del proprio percorso accademico e pastorale.

Tra loro vi erano sacerdoti prossimi al termine degli studi e ormai vicini al rientro nelle rispettive diocesi di origine, altri appena arrivati a Roma per iniziare il proprio cammino formativo e numerosi presbiteri già inseriti da alcuni anni nelle università pontificie.

Una particolarità è stata la trasversalità della partecipazione.

Erano rappresentate diverse generazioni di sacerdoti studenti e numerose provenienze geografiche: America Latina, Africa e India.

È stato uno spaccato molto significativo della ricchezza e dell’universalità della Chiesa che vive a Roma.

La settimana ha offerto non solo un tempo privilegiato di preghiera, ma anche un’importante occasione di fraternità.

Sacerdoti provenienti da culture, lingue e contesti ecclesiali differenti hanno potuto condividere la stessa esperienza di formazione, riscoprendo come la diversità delle provenienze diventi una ricchezza quando è vissuta nella comunione ecclesiale.

La scelta del periodo estivo è stata dettata dal desiderio di collocare gli esercizi subito dopo la conclusione delle attività accademiche.

Tuttavia, l’esperienza ha evidenziato anche alcune difficoltà organizzative.

Molti sacerdoti interessati non hanno potuto partecipare a causa degli impegni pastorali nelle parrocchie durante il periodo estivo o perché già coinvolti negli esercizi spirituali organizzati dalle rispettive università pontificie.

 Nonostante queste limitazioni, il bilancio dell’iniziativa è stato molto positivo.

La partecipazione e il clima di profonda condivisione spirituale hanno confermato la validità della proposta, aprendo la strada a future edizioni che potranno diventare un appuntamento stabile per accompagnare la crescita umana, spirituale e sacerdotale dei presbiteri stranieri studenti presenti nella Diocesi di Roma.

Al tempo stesso, l’iniziativa ha evidenziato la necessità di percorsi spirituali specificamente pensati per i sacerdoti stranieri studenti.

La settimana di Farfa rappresenta infatti un’esperienza innovativa nel panorama ecclesiale italiano: per la prima volta un gruppo di presbiteri provenienti da diversi Paesi e impegnati negli studi accademici nelle università pontificie ha potuto vivere insieme esercizi spirituali pensati espressamente per la propria realtà.  

É stato così possibile coniugare spiritualità, formazione e fraternità internazionale: un’iniziativa che valorizza una presenza sempre più significativa nella Chiesa di Roma e che potrebbe diventare un modello anche per altre diocesi italiane.